Il tie-break si gioca quando un set arriva sul 6-6, se il regolamento del torneo lo prevede. È un game speciale in cui i punti si contano 1, 2, 3 invece di 15, 30, 40. Vince chi arriva per primo a 7 punti con almeno due punti di vantaggio. Per questo sul 7-6 non è ancora finita: si continua finché qualcuno non si stacca di due, e il tie-break può chiudersi 8-6, 9-7, 12-10 e così via. Chi lo vince si aggiudica il set per 7-6.

Un esempio in dieci secondi

Sinner e Alcaraz sono 6-6 nel set. Si gioca il tie-break.

Se Sinner lo vince 7-4, si prende il set 7-6. Sul tabellone il risultato comparirà spesso come 7-6(4): il numero tra parentesi indica i punti conquistati da chi ha perso il tie-break.

Ma se il tie-break arriva sul 6-6, i 7 punti non bastano più da soli:

Punteggio del tie-breakÈ finito?Perché
6-6NoParità
7-6NoUn solo punto di vantaggio
7-7NoDi nuovo parità
8-7NoUn solo punto di vantaggio
9-7SìNove punti e due di vantaggio

È il dubbio più comune di chi guarda una partita: un tie-break non si vince mai 7-6. Se il punteggio è 7-6, il tie-break è ancora in corso. Il set, invece, si vince 7-6: sono due cose diverse.

Come si contano i punti nel tie-break

Nei game normali il punteggio segue la sequenza 15, 30, 40, gioco. Nel tie-break no: secondo le regole ITF i punti si contano "zero", 1, 2, 3 e così via. L'arbitro, infatti, annuncia "zero" e non "love".

La soglia è 7 punti, con la condizione dei due punti di vantaggio.

PunteggioConcluso?
7-0, 7-3, 7-4, 7-5Sì
7-6No
8-6Sì
8-7No
9-7Sì
10-8, 11-9, 16-14Sì

Non esiste un punteggio massimo. Se i due giocatori continuano a pareggiare, il tie-break va avanti.

Chi serve per primo nel tie-break?

Il primo punto lo serve il giocatore a cui toccherebbe servire il game successivo. Serve un solo punto, dal lato destro del campo.

Da lì in avanti ognuno serve due punti di fila:

PuntiChi serve
1Giocatore A
2 e 3Giocatore B
4 e 5Giocatore A
6 e 7Giocatore B
8 e 9Giocatore A
10 e 11Giocatore B
12 e 13Giocatore A

E così via, fino alla fine.

Un modo semplice per ricordarlo: il servizio cambia dopo ogni punto dispari (dopo l'1°, il 3°, il 5°...). Nei due punti di ogni turno si serve prima da sinistra e poi da destra, perché il lato dipende dal punteggio complessivo: da destra quando il totale dei punti giocati è pari, da sinistra quando è dispari.

Finito il tie-break, il primo game del set successivo lo serve il giocatore che aveva risposto sul primo punto del tie-break. Nell'esempio sopra, B.

Nel doppio vale lo stesso schema: la rotazione tra i quattro giocatori continua nell'ordine seguito durante il set.

Quando si cambia campo durante il tie-break?

I giocatori cambiano lato ogni sei punti giocati, contando i punti di entrambi.

In pratica il cambio arriva quando la somma dei due punteggi è 6, 12, 18, 24... Per esempio sul 3-3, 4-2 o 5-1 (sei punti), poi sul 6-6, 7-5 o 8-4 (dodici punti), e così via. A differenza di quanto accade tra i game, durante il tie-break il cambio è rapido e non prevede la pausa seduti.

Il motivo è l'equità: vento, sole e caratteristiche del campo non devono favorire lo stesso giocatore troppo a lungo.

Il tie-break conta come tredicesimo game del set, quindi alla sua conclusione i giocatori cambiano di nuovo campo prima di iniziare il set successivo.

Un tie-break spiegato punto per punto

Simulazione a scopo didattico. Il Giocatore A è quello a cui tocca servire per primo.

PuntoServeVince il puntoPunteggio (A-B)Cosa succede
1AA1-0
2BA2-0Mini-break per A
3BB2-1
4AA3-1
5AB3-2Mini-break per B: il vantaggio si annulla
6BB3-3Cambio campo (6 punti giocati)
7BA4-3Mini-break per A
8AA5-3
9AA6-3Tre set point per A
10BB6-4Primo set point annullato
11BB6-5Secondo set point annullato
12AB6-6Mini-break di B: terzo set point annullato. Cambio campo (12 punti)
13AA7-6Nuovo set point per A, ma non basta ancora
14BA8-6Mini-break decisivo: A vince il tie-break 8-6 e il set 7-6

Due dettagli da notare. Sul 6-3 il Giocatore A aveva tre set point, ma i due successivi erano sul servizio dell'avversario: è per questo che un vantaggio che sembra enorme può evaporare in fretta. E al punto 13, sul 7-6, A non aveva ancora vinto nulla: gli è servito un altro punto, conquistato proprio in risposta.

Cos'è un mini-break?

Il mini-break è un punto vinto in risposta durante il tie-break, cioè sul servizio dell'avversario. Non è una regola del regolamento: è un'espressione del linguaggio del tennis, ripresa dal "break" dei game normali.

Dopo il primo punto, nel tie-break ogni giocatore serve due punti per volta. Se nessuno perde punti al servizio, si procede appaiati. Basta un mini-break per passare avanti; e per chi lo subisce, recuperare significa vincere a sua volta almeno un punto sul servizio dell'altro. Per questo nei tie-break tra grandi battitori un singolo scambio vinto in risposta può decidere il set.

Cosa succede sul 6-6?

La domanda ha due risposte, a seconda di dove si trova il 6-6.

6-6 nel set: si gioca il tie-break, se il regolamento del torneo usa i "tie-break set". Le regole ITF prevedono infatti due possibilità, il set con tie-break e il set "ai vantaggi", e ogni torneo deve comunicare in anticipo quale adotta, anche per il set decisivo.

6-6 nel tie-break: non è finita. Il tie-break continua finché uno dei due giocatori non ottiene due punti di vantaggio (8-6, 9-7, 10-8...).

Il tie-break può continuare all'infinito?

In teoria sì. Nel tie-break standard non c'è un tetto: il regolamento ITF prevede che il gioco continui, se necessario, finché uno dei due non ha due punti di margine.

In pratica, i tie-break molto lunghi sono rari ma non rarissimi:

  • Il tie-break di singolare più lungo nella storia dell’ATP Tour è del 12 febbraio 2022, al torneo di Dallas: Reilly Opelka ha battuto John Isner 7-6(7), 7-6(22) in semifinale. Il secondo tie-break è finito 24-22, 46 punti. Opelka ha chiuso al suo ottavo match point.
  • Il tie-break più lungo in un match di singolare nella storia dei tornei del Grande Slam è di 42 punti: Anna Blinkova ha battuto Elena Rybakina 22-20 nel tie-break decisivo del secondo turno dell'Australian Open 2024. È durato circa mezz'ora e Blinkova ha chiuso al decimo match point.
  • Nei tornei di livello Futures è documentato anche il 40-38 tra Marko Rajić e Saša Vidojević nelle qualificazioni di Zlatibor 2013: 78 punti complessivi, un caso fuori dal circuito ATP Tour.

Tie-break e super tie-break: qual è la differenza?

Il tie-break standard decide un set. Si gioca sul 6-6 e si vince a 7 punti con due di vantaggio.

Il match tie-break (in Italia spesso chiamato super tie-break) si gioca a 10 punti, sempre con due di vantaggio. Ha due usi diversi, che vale la pena non confondere.

1. Al posto del set decisivo. Nel formato standard del doppio ATP, i primi due set sono tie-break set e si gioca con il No-Ad: sul 40-40 si disputa un punto decisivo. Sull’1-1 nei set si gioca un Match Tie-break a 10 punti, con due punti di vantaggio, al posto del terzo set completo. È usato anche nelle qualificazioni di alcuni tornei ITF di livello inferiore e nei tornei giovanili ITF. In questo caso il match tie-break sostituisce un intero set.

2. Dentro il set decisivo, sul 6-6. È la formula dei tornei del Grande Slam: si gioca il set decisivo normalmente e, se arriva sul 6-6, invece del tie-break a 7 punti se ne gioca uno a 10. In questo caso il set si scrive comunque 7-6.

Servizio e cambio campo seguono le stesse regole del tie-break standard: un punto al primo battitore, poi due punti a testa, cambio di lato ogni sei punti. Quando il match tie-break sostituisce il set decisivo, nel doppio le coppie possono modificare l'ordine di servizio e di risposta come all'inizio di un nuovo set.

CaratteristicaTie-break standardMatch tie-break / super tie-break
Quando si giocaSul 6-6 in un setSul set pari al posto del set decisivo, oppure sul 6-6 del set decisivo (Slam)
Punti per vincere710
Vantaggio necessario2 punti2 punti
Ordine del servizio1 punto, poi 2 a testaUguale
Cambio campoOgni 6 puntiUguale
Dove si vedeTornei ATP/WTA, Slam (tranne set decisivo)Doppio ATP, alcuni formati ITF, set decisivo degli Slam

Come funziona il tie-break nei tornei del Grande Slam?

Nei set non decisivi dei quattro Slam si gioca il tie-break standard a 7 punti sul 6-6, con due punti di vantaggio. Nel set decisivo (il quinto nel singolare maschile, il terzo nel femminile), sul 6-6 si gioca un tie-break a 10 punti con due punti di vantaggio.

La regola è stata annunciata il 16 marzo 2022 dal Grand Slam Board, per conto di Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open, come sperimentazione approvata dal comitato delle regole dell’ITF. È entrata in vigore dal Roland Garros 2022. La formula comune, introdotta inizialmente come sperimentazione nel 2022, è ancora in vigore nei quattro tornei del Grande Slam nel 2026.

TorneoQuando scatta il tie-breakPunti nel set decisivoNote
Australian Open6-6 in ogni set10 (sul 6-6)Usava già il tie-break a 10 punti nel set decisivo dal 2019
Roland Garros6-6 in ogni set10 (sul 6-6)Fino al 2021 non aveva tie-break nel set decisivo; primo Slam ad applicare la regola comune, nel 2022
Wimbledon6-6 in ogni set10 (sul 6-6)Dal 2019 al 2021 si giocava un tie-break a 7 punti sul 12-12 del set decisivo
US Open6-6 in ogni set10 (sul 6-6)Fino al 2021 usava il tie-break a 7 punti anche nel set decisivo

La tabella si riferisce al tabellone di singolare. I formati del doppio (e in particolare del doppio misto) possono variare da torneo a torneo e vanno verificati sul regolamento di ciascun evento.

Perché proprio 10 punti? Quando l'Australian Open introdusse il formato nel 2019, il direttore del torneo Craig Tiley spiegò che la scelta serviva a garantire comunque un finale speciale alle partite più lunghe, lasciando spazio a un ultimo cambio di inerzia. Aggiunse che un tie-break più lungo può ridurre in parte il predominio del servizio che si vede in quello breve.

Perché è stato inventato il tie-break?

Prima del tie-break un set poteva non finire mai: si andava avanti finché qualcuno non vinceva con due game di scarto. Per il pubblico, per i tornei e soprattutto per la televisione era un problema: impossibile prevedere quanto sarebbe durata una partita.

L'idea venne a James "Jimmy" Van Alen, fondatore della International Tennis Hall of Fame di Newport, nel Rhode Island. Negli anni Cinquanta e Sessanta Van Alen elaborò un sistema di punteggio semplificato, il VASSS (Van Alen Streamlined Scoring System), di cui il tie-break era la parte più rivoluzionaria. La prima versione era un tie-break "a morte improvvisa" su nove punti: vinceva chi arrivava prima a 5, e sul 4-4 un solo punto decideva il set. Nel 1965 Van Alen lo utilizzò in un torneo di esibizione a Newport, sventolando una bandiera rossa a bordo campo ogni volta che un set arrivava sul 6-6.

Lo US Open del 1970 è stato il primo torneo del Grande Slam ad adottarlo, anche nel set decisivo. Il primo giorno, circa metà delle partite ebbe almeno un tie-break. Il pubblico lo apprezzò, i giocatori molto meno: "Mi sembra di consumare più energia in otto o nove punti di tie-break che in un intero set", disse Pancho Gonzales, allora 42enne.

A metà degli anni Settanta lo US Open abbandonò il tie-break sudden death di Van Alen e adottò la formula più lunga, primo a 7 con due punti di margine, dalla quale deriva il formato moderno. Wimbledon introdusse il tie-break nel 1971, inizialmente sull’8-8 ed escludendo il set decisivo, e lo portò sul 6-6 nel 1979. L’ultima grande competizione ad adottarlo fu la Coppa Davis, nel 1989.

Il set decisivo, invece, è rimasto a lungo un'eccezione. Serviranno le maratone più estreme per convincere i tornei: a Wimbledon, nel 2010, John Isner e Nicolas Mahut giocarono per 11 ore e 5 minuti in tre giorni, con un quinto set finito 70-68. Nel 2018 la semifinale tra Kevin Anderson e Isner si chiuse con un quinto set di 26-24. Da lì ogni Slam introdusse la propria regola, fino alla formula comune del 2022.

Il tie-break è davvero una lotteria?

[Analisi SportMatter] Il tie-break viene spesso descritto come un "testa o croce". I numeri raccontano una storia un po' diversa.

La regola. Con il servizio che si alterna ogni due punti, nessuno dei due giocatori ha un vantaggio strutturale. Ma i punti sono pochi: 7 contro i 24 o più che servono, come minimo, per vincere un set normale. Meno punti significa più spazio per la casualità: un nastro, una chiamata, un solo errore pesano di più.

Il dato. Se il tie-break fosse puro caso, nel lungo periodo i giocatori dovrebbero vincerne circa la metà. Invece i migliori stanno stabilmente sopra. Roger Federer ha chiuso la carriera con 466 tie-break vinti e 247 persi (65,4%), secondo i dati ATP. Gli snapshot ATP del 29 maggio 2026 per Novak Djokovic e del 28 maggio 2026 per Jannik Sinner riportano rispettivamente 350-188 (65,1%) e 113-62 (64,6%). Sono riferimenti ufficiali datati, non una classifica aggiornata al 12 ottobre 2026.

L'interpretazione. Il tie-break non è una lotteria, ma non è nemmeno un test perfetto. Anche giocatori con un rendimento intorno al 65% ne perdono circa uno su tre. E le percentuali di carriera vanno lette con prudenza: dipendono anche da quanti tie-break si giocano contro avversari più deboli, che non è lo stesso che vincerli contro i migliori. Il fattore "mentale" è quello più citato dai giocatori: Djokovic ha parlato di una "mentalità da isolamento", concentrata soltanto sul punto successivo. È una testimonianza, però, non una misura.

Il servizio conta molto, ma in modo meno netto di quanto si pensi: nel tie-break ogni giocatore serve metà dei punti, e il vantaggio del grande battitore si riduce se l'avversario gli concede pochi punti in risposta.

Alcuni riferimenti statistici nei tie-break

Riferimenti ufficiali ATP datati: Federer a carriera conclusa, Djokovic al 29 maggio 2026 e Sinner al 28 maggio 2026. Non sono una classifica aggiornata al 12 ottobre 2026. Le percentuali di giocatori con carriere di lunghezza molto diversa non sono direttamente confrontabili.

GiocatoreTie-break vinti-persiPercentualeNota sul campione
Roger Federer466-24765,4%Carriera conclusa; dato ATP.
Novak Djokovic350-18865,1%Snapshot ATP del 29 maggio 2026.
Jannik Sinner113-6264,6%Snapshot ATP del 28 maggio 2026.

Nel febbraio 2023 John Isner è diventato il primo giocatore ATP Tour a raggiungere 500 tie-break vinti; ATP lo indicava allora anche come il giocatore con più tie-break disputati. Il dato racconta soprattutto il suo stile: tanti game tenuti al servizio, pochi break, molti set chiusi al tie-break.

Per i giocatori ancora in attività il confronto con i campioni del passato resta da leggere con prudenza: campioni di dimensioni diverse e rilevazioni effettuate in date diverse non sono direttamente omogenei.

Record e curiosità sui tie-break

Il 7-6 non è un risultato del tie-break. Il numero tra parentesi nel punteggio del set (per esempio 7-6(5)) indica i punti fatti da chi ha perso il tie-break. Il vincitore ne ha fatti almeno due in più: in questo caso 7.

Lo stesso record, due formati. Il 20-18 di Jo-Wilfried Tsonga contro Andy Roddick all'Australian Open 2007 (38 punti, tie-break a 7) è stato eguagliato nel 2023 a Wimbledon da Lesia Tsurenko e Ana Bogdan, questa volta nel tie-break a 10 punti del set decisivo. Il primato è stato poi superato da Blinkova e Rybakina nel 2024.

Un tie-break passato alla storia. Nella finale di Wimbledon 1980, John McEnroe vinse contro Björn Borg il tie-break del quarto set per 18-16: 34 punti complessivi. Borg vinse comunque la partita al quinto set.

Il tie-break a morte improvvisa. Nella versione originale di Van Alen si poteva arrivare a un punto in cui entrambi i giocatori avevano match point sullo stesso scambio.

Il ruolo della televisione. Secondo la ricostruzione di Tennis.com, tra i fattori che convinsero lo US Open ad adottare il tie-break nel 1970 ci fu proprio la televisione, che aveva bisogno di partite con una durata più prevedibile.

Una regola nata dalle maratone. Le regole sul set decisivo degli Slam sono cambiate dopo partite come Isner-Mahut (2010) e Anderson-Isner (2018), chiuse con quinti set da 70-68 e 26-24.

FAQ

Quanti punti servono per vincere un tie-break?

Almeno 7, con due punti di vantaggio sull'avversario. Nel super tie-break (match tie-break) e nel set decisivo degli Slam ne servono almeno 10, sempre con due di vantaggio.

Si può vincere un tie-break 7-6?

No. Sul 7-6 il vantaggio è di un solo punto e il tie-break continua. Il set, invece, si vince 7-6.

Cosa succede sul 6-6 nel tie-break?

Il tie-break prosegue finché un giocatore non ottiene due punti di vantaggio: può finire 8-6, 9-7, 10-8 o anche oltre.

Chi serve per primo nel tie-break?

Il giocatore a cui toccherebbe servire il game successivo. Serve un solo punto, dal lato destro, poi l’avversario ne serve due.

Ogni quanti punti cambia il servizio nel tie-break?

Dopo il primo punto, ogni due punti. In pratica il servizio passa all'altro giocatore dopo ogni punto dispari (1°, 3°, 5°...).

Ogni quanti punti si cambia campo nel tie-break?

Ogni sei punti giocati complessivamente, per esempio sul 3-3, 5-1 o 6-6.

Cos'è il super tie-break?

È un tie-break a 10 punti con due di vantaggio. Può sostituire il set decisivo (come nel doppio dei tornei ATP) oppure decidere il set decisivo sul 6-6 (come negli Slam).

Come funziona il tie-break nel quinto set?

Nei quattro tornei del Grande Slam, nel 2026, se il quinto set (o il terzo nel singolare femminile) arriva sul 6-6 si gioca un tie-break a 10 punti con due di vantaggio. La formula comune è stata introdotta inizialmente come sperimentazione nel 2022.

Il tie-break ha un limite massimo di punti?

No. Continua finché un giocatore non ha due punti di vantaggio. Il tie-break di singolare più lungo nella storia dell’ATP Tour è il 24-22 di Opelka-Isner (46 punti); il più lungo in un match di singolare nella storia dei tornei del Grande Slam è il 22-20 di Blinkova-Rybakina (42 punti).

Chi serve dopo il tie-break?

Il primo game del set successivo lo serve il giocatore che aveva risposto sul primo punto del tie-break.