IN BREVE
- NBA 2025-26: 37,0 triple tentate e 13,3 segnate a partita per squadra, 36,0% di realizzazione
- Il volume è più che raddoppiato in vent'anni, la precisione è cresciuta appena
- La correlazione con le vittorie è più forte per la percentuale che per il numero di tentativi
- EuroLeague: circa il 40% dei tiri è da tre, come in NBA, ma con una linea più corta e partite da 40 minuti
- Record: 14 triple in una partita (Klay Thompson), oltre 4.200 in carriera (Stephen Curry)
Metodologia: i dati NBA sono medie per squadra in stagione regolare tratte da Basketball-Reference. Le percentuali "quota di tiri da tre" e "quota di punti da tre" e il rendimento per tentativo sono elaborazioni SportMatter sugli stessi dati. I dati EuroLeague provengono dalle analisi pubblicate da EuroLeague Basketball.
Il basket di oggi: quattro tiri su dieci arrivano da oltre l'arco
Se accendete una partita NBA oggi e la confrontate con una gara di vent'anni fa, la differenza salta agli occhi prima ancora di guardare il punteggio. I lunghi escono dall'area, gli esterni ricevono lontano dal canestro, gli angoli del campo sono occupati da tiratori pronti a punire ogni aiuto difensivo.
I numeri confermano l'impressione. Nella stagione regolare NBA 2025-26 ogni squadra ha tentato in media 37,0 tiri da tre su 89,1 conclusioni dal campo: il 41,5% dei tiri. Nel 2004-05 la quota era del 19,7%. In due decenni, il peso della tripla sul totale dei tentativi è più che raddoppiato.
Anche il tabellone racconta la stessa storia. Nel 2025-26 le triple hanno prodotto circa il 34,5% dei punti segnati in NBA (13,3 triple a partita su 115,6 punti di media). Nel 2004-05 erano circa il 17%.
Quanto vale un tiro da tre nel basket
Un tiro da tre vale tre punti: uno in più di un canestro dentro l'arco. Da questa differenza nasce tutta la matematica del basket moderno.
Tirare con il 33,3% da tre produce lo stesso numero di punti di un 50% da due: in entrambi i casi si ottiene 1 punto per tentativo. Con il 36% da tre, la media NBA del 2025-26, si producono 1,08 punti per tiro. Per eguagliarli con i tiri da due servirebbe il 54%.
È questo il ragionamento che ha spinto le franchigie, a partire dagli anni Dieci, a eliminare progressivamente il tiro dalla media distanza: un jumper da cinque metri vale due punti ma entra con percentuali simili a una tripla. Gli attacchi moderni cercano soprattutto due tipi di conclusione: il tiro al ferro e il tiro da tre.
Come si giocava prima: dalla novità del 1979 all'esperimento degli anni Novanta
1979-80: la tripla arriva in NBA
La NBA ha adottato il tiro da tre nella stagione 1979-80, riprendendo la distanza usata dalla ABA: 7,24 metri in cima all'arco e circa 6,7 metri negli angoli. Il primo canestro da tre della storia NBA lo ha segnato Chris Ford dei Boston Celtics, il 12 ottobre 1979.
Per anni, però, la tripla è rimasta un'arma di nicchia. Nel 1979-80 le squadre ne tentavano 2,8 a partita con il 28,0%. Dieci anni dopo, nel 1989-90, i tentativi erano saliti a 6,6: meno dell'8% dei tiri totali. Il gioco ruotava intorno al post basso, ai lunghi dominanti e al tiro dalla media distanza.
La FIBA ha introdotto il tiro da tre nel 1984.
1994-1997: la NBA accorcia la linea
Il primo vero "salto" del tiro da tre è stato un esperimento regolamentare. A metà anni Novanta il punteggio medio era in calo da diverse stagioni e la NBA decise di intervenire: dal 1994-95 la linea fu portata a una distanza uniforme di 22 piedi, circa 6,7 metri, lungo tutto l'arco.
L'effetto fu immediato. Le triple tentate passarono da 9,9 a partita nel 1993-94 a 15,3 nel 1994-95, con la percentuale salita dal 33,3% al 35,9%. Il punteggio però non tornò a crescere come sperato e dal 1997-98 la linea tornò alla distanza originale. I tentativi scesero subito a 12,7 per partita.
È un dettaglio che spiega molto: accorciare la linea aumentò il volume, ma non bastò a cambiare la filosofia del gioco. Quella sarebbe arrivata vent'anni dopo, e per ragioni diverse.
Quante triple si tirano in NBA: l'evoluzione in una tabella
| Stagione NBA (regular season) | Triple tentate (3PA) | Triple segnate (3PM) | % da tre (3P%) | Quota di tiri da tre* | Quota di punti da tre* |
|---|---|---|---|---|---|
| 1979-80 | 2,8 | 0,8 | 28,0% | 3,1% | 2,2% |
| 1989-90 | 6,6 | 2,2 | 33,1% | 7,6% | 6,2% |
| 1994-95 (linea accorciata) | 15,3 | 5,5 | 35,9% | 18,8% | 16,3% |
| 2004-05 | 15,8 | 5,6 | 35,6% | 19,7% | 17,3% |
| 2014-15 | 22,4 | 7,8 | 35,0% | 26,8% | 23,4% |
| 2024-25 | 37,6 | 13,5 | 36,0% | 42,2% | 35,6% |
| 2025-26 | 37,0 | 13,3 | 36,0% | 41,5% | 34,5% |
Medie per squadra per partita. Fonte: Basketball-Reference. *Elaborazione SportMatter su dati Basketball-Reference.
Il volume è esploso, la mira molto meno
Il dato più sorprendente della tabella non è la crescita dei tentativi. È la stabilità della percentuale.
Tra il 2004-05 e il 2025-26 le triple tentate sono passate da 15,8 a 37,0 a partita, cioè 2,3 volte tanto. La percentuale, invece, è salita soltanto dal 35,6% al 36,0%. In altre parole: la NBA di oggi non segna più triple perché tira molto meglio da lontano, ma soprattutto perché ne tira molte di più mantenendo più o meno la stessa precisione.
Considerando che oggi tirano da tre anche giocatori che un tempo non lo avrebbero mai fatto, mantenere la percentuale stabile con un volume più che doppio è comunque un segnale del miglioramento tecnico complessivo della lega.
Il volume si è stabilizzato
Il 2024-25 resta, tra le stagioni in tabella, quella con più tentativi (37,6 a partita). Nel 2025-26 il dato è leggermente sceso a 37,0. Già nel 2022-23 la lega aveva registrato un piccolo calo, il primo dopo una lunga serie di aumenti. La sensazione, per ora, è che la NBA si sia assestata intorno a un 40-42% di tiri da tre.
Stephen Curry e i Golden State Warriors: come è cambiato davvero il gioco
Dire che Stephen Curry ha "rivoluzionato il basket" è diventato un luogo comune. I numeri permettono di essere più precisi.
Cosa dicono i dati sulla lega
Nel 2009-10, la stagione da rookie di Curry, le squadre NBA tentavano 18,1 triple a partita. Nel 2015-16, l'anno in cui Curry fu il primo MVP votato all'unanimità e i Warriors chiusero la stagione regolare 73-9, la media era salita a 24,1. Nel 2018-19 era arrivata a 32,0. In nove stagioni il volume della lega è cresciuto di circa il 77%.
Nello stesso periodo i Warriors hanno giocato cinque finali NBA consecutive, dal 2015 al 2019, vincendone tre. È difficile isolare con precisione quanto di questa trasformazione sia merito diretto di Curry e quanto dipenda da altri fattori, come la diffusione degli analytics nei front office. Ma il successo di una squadra costruita sul tiro da fuori ha reso impossibile ignorare quella strada.
Cosa dicono i dati su Curry
- Record in carriera: Curry è diventato il miglior realizzatore di triple della storia NBA il 14 dicembre 2021, superando Ray Allen con la tripla numero 2.974 al Madison Square Garden.
- Primo a 3.000 e primo a 4.000: ha superato quota 3.000 nel dicembre 2021 e quota 4.000 nel marzo 2025.
- Oggi: secondo StatMuse, al termine della stagione 2025-26 il suo totale è di 4.248 triple in carriera.
- Record stagionale: 402 triple nella stagione 2015-16.
- Continuità: al marzo 2025 Curry aveva più stagioni da almeno 300 triple (cinque) di tutti gli altri giocatori NBA messi insieme (due).
Cosa è cambiato tatticamente
[Analisi] Il contributo più profondo di Curry non riguarda il suo volume personale, ma la difesa avversaria. Un giocatore capace di segnare dal palleggio a otto-nove metri costringe i difensori a uscire molto lontano dal canestro. Questo allarga il campo, apre linee di passaggio e crea spazio per i tagli e per i compagni. È la cosiddetta gravity: la capacità di attirare attenzione difensiva anche senza toccare palla.
Il risultato è un basket in cui la spaziatura conta quanto la stazza, e in cui anche i lunghi devono saper tirare da fuori.
Vuoi vedere come le squadre NBA usano oggi il tiro da tre? Consulta le statistiche di squadra NBA aggiornate su SportMatter.
Chi segna più triple vince davvero più spesso?
È la domanda più interessante di tutte. La risposta breve: tirare bene da tre è associato alle vittorie molto più di quanto lo sia tirare tanto.
Cosa dicono gli studi
- Un'analisi del Sports Analytics Group dell'Università di Berkeley (2026) su una stagione NBA recente ha misurato una correlazione di +0,62 tra percentuale da tre e percentuale di vittorie, contro +0,31 tra triple tentate e vittorie.
- Uno studio del Center for Sports Analytics della Samford University (2019) aveva trovato risultati simili: correlazione debole con i tentativi (r = 0,31), un po' più forte con le triple segnate (r = 0,49) e più marcata con la percentuale (r = 0,54). Nell’analisi Samford, un punto percentuale in più da tre era associato in media a circa 4,25 vittorie in più nella stagione considerata.
- Una ricerca di Gou e Zhang (2022) su oltre 24.000 partite NBA tra il 2009 e il 2019 ha rilevato che una quota maggiore di punti da tre migliora la probabilità di vittoria, mentre una maggiore dipendenza dai punti da due risulta associata negativamente.
Correlazione non significa causalità
Qui serve cautela. Una squadra con un'alta percentuale da tre non vince soltanto perché tira bene. Spesso tira bene perché è complessivamente più forte: ha giocatori migliori, crea tiri più aperti, ha un attacco più organizzato. Le squadre forti generano buoni tiri, e i buoni tiri entrano più spesso.
C'è anche un effetto opposto: una squadra debole può scegliere di tirare molte triple proprio per aumentare la varianza e provare a sorprendere avversari superiori. In quel caso il volume non è causa di vittorie, ma una strategia di chi parte svantaggiato.
Per questo i numeri vanno letti come segnali, non come regole automatiche. Non esiste, nelle fonti consultate, un dataset pubblico solido che stabilisca con precisione quante partite vince la squadra che segna più triple dell'avversario: preferiamo dichiararlo piuttosto che citare una cifra non verificabile.
Il tiro è il fattore che pesa di più
Il quadro più utile arriva dai "Four Factors" di Dean Oliver, uno dei pionieri dell'analisi statistica nel basket. Nel libro Basketball on Paper (2004) Oliver indicava quattro elementi decisivi per vincere, con un peso stimato: efficienza al tiro (40%), palle perse (25%), rimbalzi offensivi (20%) e tiri liberi (15%). Alcune analisi successive basate su regressioni hanno stimato per l’efficienza al tiro un peso vicino al 46%, ma studi più recenti sottolineano che l’importanza relativa dei Four Factors varia in base al contesto e alle interazioni tra i fattori.
Il tiro da tre entra in questo quadro attraverso l'efficienza complessiva: non conta da solo, ma è la leva che più può alzare o abbassare la qualità dei tiri di una squadra.
Una serata storta dall'arco: quanto pesa in una singola partita
[Esempio numerico] Prendiamo una squadra che tenta 37 triple, la media NBA del 2025-26. Con il 30% ne segna circa 11. Con il 42% ne segna circa 15-16. La differenza è di 4-5 canestri, cioè 13-14 punti, a parità di tentativi.
È la ragione per cui nel basket moderno una serata particolarmente calda o fredda dall'arco può ribaltare il pronostico di una partita. Più una squadra dipende dalla tripla, più i suoi risultati possono oscillare da una sera all'altra.
Le percentuali da tre cambiano molto da una partita all'altra. Scopri i numeri delle partite NBA di oggi e la forma recente delle squadre.
Meglio tirare tanto o tirare bene?
Per rispondere bisogna prima distinguere tre sigle che si trovano in ogni tabellino.
3PA, 3PM e 3P%: la differenza
- 3PA (three-point attempts): le triple tentate.
- 3PM (three-point made): le triple segnate.
- 3P%: la percentuale di realizzazione, cioè 3PM diviso 3PA.
Una squadra che segna 14 triple su 40 tentativi (3P% 35%) produce più punti da tre di una che ne segna 10 su 25 (3P% 40%), pur tirando peggio. Il volume conta. Ma se quei 15 tentativi in più tolgono spazio a tiri migliori, il conto complessivo può peggiorare.
eFG%: la percentuale che "pesa" le triple
L'effective field goal percentage (eFG%) corregge la normale percentuale al tiro tenendo conto che una tripla vale un punto in più. La formula è: (canestri segnati + 0,5 × triple segnate) ÷ tiri tentati.
Esempio: una squadra segna 40 tiri su 85, di cui 14 da tre. La percentuale dal campo è del 47,1%, ma l'eFG% sale al 55,3%. Nel 2025-26 l'eFG% medio della NBA è stato del 54,6%, contro il 48,2% del 2004-05.
TS%: l'efficienza completa
La true shooting percentage (TS%) fa un passo in più e include anche i tiri liberi: punti segnati ÷ [2 × (tiri tentati + 0,44 × liberi tentati)]. È la misura più completa dell'efficienza realizzativa. La media NBA del 2025-26 è stata del 58,1%.
Offensive rating: i punti ogni 100 possessi
L'offensive rating misura quanti punti segna una squadra ogni 100 possessi. Serve a confrontare attacchi che giocano a ritmi diversi. Nel 2025-26 la NBA ha segnato in media 115,7 punti ogni 100 possessi; nel 2004-05 erano 106,1. Gli attacchi di oggi sono molto più efficienti, e la tripla è una delle ragioni principali.
Qual è una buona percentuale da tre?
La media NBA del 2025-26 è del 36,0%: è il riferimento di base. [Analisi] Per un giocatore con un volume significativo, superare stabilmente il 37-38% è considerato un ottimo rendimento, mentre il 40% è una soglia da tiratore d'élite. Il record stagionale di percentuale appartiene a Kyle Korver, con il 53,6% nel 2009-10 (minimo 110 tentativi).
Attenzione però ai piccoli campioni: la percentuale da tre di un giocatore varia molto da una stagione all'altra, e poche decine di tiri non bastano per giudicarlo.
Perché oggi i tiri da due valgono quasi quanto le triple
[Elaborazione SportMatter su dati Basketball-Reference] Nel 2004-05 un tiro da due NBA produceva in media 0,94 punti (47,0% di realizzazione), una tripla 1,07. Il vantaggio della tripla era netto.
Nel 2025-26 un tiro da due produce 1,10 punti (55,1%), una tripla 1,08. Il divario si è praticamente chiuso. Il motivo: eliminando i tiri dalla media distanza, i tiri da due rimasti sono soprattutto conclusioni vicino al ferro, molto più facili. La tripla non ha soltanto aumentato il proprio peso: ha reso più efficienti anche i tiri da due, allargando il campo.
La risposta, quindi: servono entrambe le cose. Il volume senza efficienza non garantisce nulla, ma un attacco moderno non può rinunciare al volume, perché è la minaccia del tiro da fuori a liberare il resto del campo.
NBA ed EuroLeague: due modi diversi di usare la tripla?
Il confronto tra NBA ed EuroLeague riserva una sorpresa: per molti anni è stata l'Europa a tirare di più da tre.
L'Europa era "moderna" prima della NBA
Secondo le analisi EuroLeague consultate, nella prima stagione della EuroLeague moderna (2000-01) circa il 30% dei tiri arrivava da oltre l'arco. Nello stesso anno, in NBA, la quota era del 17% circa (13,7 triple su 80,6 tiri). Oggi le due leghe sono sostanzialmente allineate: circa il 40% in EuroLeague nelle ultime stagioni, 41,5% in NBA nel 2025-26.
In altre parole: la EuroLeague è cresciuta di circa 10 punti percentuali in un quarto di secolo, la NBA di oltre 24. L'NBA ha recuperato il ritardo e ha raggiunto l'Europa.
Perché il confronto diretto è imperfetto
| Elemento | NBA | EuroLeague (regole FIBA) |
|---|---|---|
| Distanza della linea (in cima all'arco) | 7,24 m | 6,75 m (dal 2010, prima 6,25 m) |
| Distanza negli angoli | circa 6,7 m | 6,75 m circa lungo tutto l'arco, con piccole differenze vicino alla linea di fondo |
| Durata della partita | 48 minuti | 40 minuti |
Con 8 minuti in meno a partita, i valori assoluti (triple tentate per partita) non sono confrontabili: per questo è più corretto usare la quota di tiri da tre sul totale. Anche così, la linea più corta in cima all'arco e le differenze di ritmo e di regole difensive rendono il paragone indicativo, non esatto.
Stili diversi dentro la stessa lega
In EuroLeague la tripla nasce soprattutto dal gioco di squadra. Secondo le analisi EuroLeague consultate, circa due terzi delle triple tentate arrivano da situazioni di catch-and-shoot (ricezione e tiro).
All'inizio della stagione 2024-25 quei tiri entravano con il 37,6%, contro il 32,3% delle triple dal palleggio.
Le scelte variano molto da squadra a squadra. Nel 2024-25 il Paris Basketball, alla prima stagione in EuroLeague, ha stabilito il record della competizione con 52 triple tentate in una partita contro l'ALBA Berlino, superando il precedente primato di 45 del Montepaschi Siena (2007-08). Altre squadre, come il Real Madrid secondo le analisi della lega, evitano invece le triple troppo lontane dal canestro.
[Analisi] La differenza principale è quindi di interpretazione più che di volume: la NBA ha costruito buona parte della sua rivoluzione su tiratori capaci di creare dal palleggio anche da molto lontano, mentre l'EuroLeague resta un campionato in cui la tripla è più spesso il risultato finale di un'azione collettiva.
Dalla NBA all'Europa: consulta calendario e statistiche EuroLeague e scopri come le squadre usano il tiro da fuori.
7 statistiche sul tiro da tre che forse non conoscevi
- Tredici volte tanto. Nel 1979-80 le squadre NBA tentavano 2,8 triple a partita. Nel 2025-26 ne hanno tentate 37,0.
- Più volume, stessa mira. Tra il 2004-05 e il 2025-26 i tentativi sono più che raddoppiati, ma la percentuale NBA è passata solo dal 35,6% al 36,0%.
- Un record di squadra impressionante. I Boston Celtics 2024-25 hanno tentato 48,2 triple a partita: più del triplo della media NBA del 2004-05.
- L'esperimento degli anni Novanta. Con la linea accorciata, i tentativi NBA passarono da 9,9 a 15,3 a partita in una sola stagione. Quando la linea tornò indietro, scesero a 12,7.
- Quattordici in una sera. Klay Thompson detiene il record NBA di triple segnate in una partita: 14, il 29 ottobre 2018 contro i Chicago Bulls, con 52 punti.
- Ventinove come squadra. Il record NBA di triple segnate da una squadra in una partita è 29, stabilito dai Milwaukee Bucks il 29 dicembre 2020 contro i Miami Heat ed eguagliato dai Boston Celtics il 22 ottobre 2024 contro i New York Knicks (dato aggiornato all'inizio della stagione 2025-26).
- L'unico oltre quota 4.000. Stephen Curry è il solo giocatore NBA ad aver superato le 4.000 triple in carriera: secondo StatMuse è arrivato a 4.248 al termine della stagione 2025-26.
Cosa ci dicono realmente i numeri
Il tiro da tre non è una scorciatoia per vincere. È il linguaggio con cui oggi si gioca a basket.
I dati raccontano tre cose. La prima: il volume delle triple è esploso e si è stabilizzato intorno al 40% dei tiri, in NBA come in EuroLeague. La seconda: la percentuale è rimasta sorprendentemente stabile, e proprio la percentuale, più del numero di tentativi, è legata alle vittorie. La terza: la tripla ha cambiato anche il resto del gioco, rendendo più efficienti persino i tiri da due.
Per chi guarda una partita, la lezione è semplice. Non basta contare quante triple tira una squadra: bisogna guardare come le costruisce, con quale percentuale e quanto dipende da loro.
Ora che conosci i numeri, mettili alla prova: consulta le partite NBA di oggi con statistiche e analisi pre-partita.
FAQ
Quante triple si tirano in media in una partita NBA?
Nella stagione regolare 2025-26 ogni squadra NBA ha tentato in media 37,0 triple a partita, segnandone 13,3. In una partita, considerando entrambe le squadre, si superano quindi le 70 triple tentate.
Qual è una buona percentuale da tre?
La media NBA 2025-26 è del 36,0%. Per un giocatore con molti tentativi, stare stabilmente sopra il 37-38% è un ottimo rendimento, mentre il 40% identifica un tiratore d'élite.
Chi ha segnato più triple nella storia NBA?
Stephen Curry dei Golden State Warriors. Ha superato Ray Allen il 14 dicembre 2021 ed è l'unico giocatore oltre le 4.000 triple in carriera (4.248 al termine della stagione 2025-26 secondo StatMuse).
Le squadre che tirano più triple vincono di più?
Non necessariamente. Gli studi disponibili mostrano una correlazione debole tra numero di triple tentate e vittorie, e una correlazione più forte tra percentuale da tre e vittorie. Conta soprattutto l'efficienza.
Qual è la differenza tra 3PA, 3PM e 3P%?
3PA indica le triple tentate, 3PM quelle segnate, 3P% la percentuale di realizzazione (3PM diviso 3PA).
